La devozione popolare si esprime anche con l’intensa necessità spirituale di riappropriarsi di un luogo di preghiera lungo le strade, secondo la tradizione romana. Nasce così l’idea di proporre in una di queste vie del centro storico romano un’Edicola Sacra Contemporanea, destinata a sostituire il “Cristo crocifisso”, che nel 2002 per motivi di sicurezza venne prelevato dall’Arco dei Cappellari dal Venerabile Collegio Inglese per essere di lì in poi custodito nella propria Cripta.
L'opera "Cristo risorto per la Pace" per l'Edicola Sacra Votiva dipinta da Veronica Piraccini – artista, docente di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma – utilizza la sua invenzione della Pittura Impercettibile Invisibile/Visibile che nell’oscurità della notte come anche di giorno appare e scompare. È un'opera quindi innovativa, in quanto arricchisce la tradizione popolare con l’evoluzione tecnologica delle tecniche, in questo caso i pigmenti Impercettibili inventati dall’Artista che appaiono e scompaiono e i sistemi di sicurezza che non esistevano quando le prime edicole venivano costruite.
Lo spirito di pace, evocato dall’immagine raffigurata, si costruisce partendo dalle case e dalle strade, dove la gente vive, prega, s’incontra e dialoga, con reciproco rispetto e apprezzamento delle diversità dei popoli, delle culture, dei ruoli che la tradizione e la natura hanno insegnato a riconoscere come ricchezza.
La Galleria Pian dei Giullari – Associazione per la Regolarità, insieme a Veronica Piraccini, ritiene quindi importante coinvolgere gli abitanti del quartiere nella realizzazione di questa nuova installazione pubblica, che richiede l’approvazione del Comune di Roma. Gli abitanti della strada e del quartiere, e i cittadini, sono quindi invitati a scoprire la nuova opera venerdì 24 aprile dalle 16.00 alle 21.00 nella sede della Galleria in Via dei Cappellari 49 e ad esprimere - attraverso una Consultazione Popolare - i loro consigli sul luogo della collocazione della nuova Edicola Sacra Votiva destinata a colmare il vuoto della mancanza del “Cristo crocefisso” dei Cappellari.


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