Ci riuniamo il 24 aprile 2026 per fare un gesto semplice e antico: piegare gru di origami.
Nella tradizione giapponese, realizzare mille gru di origami significa esprimere un desiderio profondo: pace, guarigione, speranza.
Questa volta il nostro desiderio è per tutti i bambini, le vittime più innocenti di tutte le guerre.
Come nella storia di Sadako Sasaki, che piegava gru sperando di guarire dopo la bomba atomica del Bombardamento di Hiroshima, anche noi ci affidiamo a questo gesto fragile ma collettivo.
L’incontro sarà guidato da Sara Azadi, insieme alle amiche e agli amici, che accompagneranno i partecipanti a piegare le gru. Piegare le carte insieme significa fermarsi, incontrarsi, condividere un dolore che spesso resta invisibile e trasformarlo in un segno di speranza.
Parastoo Pakzad porterà i ritratti di alcune bambine e bambini della scuola di Minab colpiti dalla guerra illegale di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il gesto dell’illustratrice ci ricorda che le vite non sono numeri: ogni bambina, ogni bambino — in Iran, in Libano, in Palestina, in Sudan e ovunque — non è riducibile a una cifra, ma è una storia, un volto, una presenza. I ritratti aprono così uno spazio visivo di memoria e testimonianza.
E cosicché ogni gru è un pensiero, una memoria, una presa di posizione: contro la guerra, per la vita e per la libertà.
L’evento è aperto a tuttǝ.
*Ispirato a Gianni Rodari


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