Questa performance, presentata durante la Rome Art Week for Peace, è un grido silenzioso contro la violenza e la guerra. Attraverso il gesto della pittura, un abbraccio simbolico si frantuma, mentre il corpo dell’artista subisce la violenza di un militare. Sotto la famosa bandiera della libertà, esplode l’ombra della supremazia, dove ogni colpo spezza corpi, sogni e identità. Questa opera è un invito a riconoscere la frattura che la guerra impone all’umanità, un appello a non arrendersi, perché la speranza non muore, anche quando il silenzio è insanguinato.

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